Martedì il trading di opzioni sui titoli dell’energia pulita, in particolare sulle società solari, è aumentato con l’inizio delle votazioni per le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. L’attività è arrivata dopo una svendita durata cinque mesi, che aveva portato la maggior parte delle società del settore a registrare perdite da inizio anno. I mercati delle previsioni scontavano una significativa vittoria dei Democratici, mentre i trader si posizionavano su titoli spesso considerati potenziali beneficiari di una leadership progressista.
Secondo i dati di Cboe LiveVol, il volume di scambi dell’Invesco Solar ETF (TAN) ha raggiunto un livello pari a 40 volte quello abituale. Il fondo, che nel mese precedente aveva registrato una media inferiore a 500 contratti al giorno, a mezzogiorno aveva già visto scambiare oltre 20.000 contratti, il 99% dei quali erano call.
Secondo i dati di SpotGamma, l’operazione più popolare su TAN era una call di dicembre con strike a 50 dollari, acquistata a 80 centesimi. Per risultare redditizia, la posizione richiederebbe un rialzo del 17% dell’ETF. Erano popolari anche call con strike a 46 e 47 dollari e scadenze più ravvicinate.
SolarEdge Technologies era avviata a registrare un volume di scambi pari a tre volte la sua media, con le call che rappresentavano oltre il 75% dell’attività. La società avrebbe dovuto comunicare i risultati prima dell’apertura del mercato il giorno seguente, e martedì le sue azioni sono salite di oltre il 6%. L’operazione su opzioni più popolare era una call a 35 dollari con scadenza venerdì.
Anche Enphase Energy ha attirato attività rialzista sulle opzioni. Le sue azioni erano scese del 20% dopo la pubblicazione dei risultati della settimana precedente, ma da allora avevano recuperato le perdite e martedì hanno guadagnato il 9%. Il volume degli scambi era doppio rispetto alla media; i trader sembravano acquistare circa 8.600 call, a fronte di meno di 900 put.
La posizione più popolare su Enphase era una call a 35 dollari con scadenza a gennaio. Costava 2,45 dollari per contratto e richiederebbe un rialzo del 23% delle azioni.
Fonti: CNBC Markets.