Il governo francese sta valutando un aumento anticipato del salario minimo legale, mentre i sindacati preparano una nuova mobilitazione nazionale su salari, servizi pubblici, occupazione e industria.
Lavoratori del settore pubblico e privato hanno partecipato a manifestazioni per più di un mese, con il potere d’acquisto emerso come preoccupazione centrale. L’ultima grande protesta si è svolta il 31 ottobre, mentre gli otto principali sindacati del Paese hanno indetto scioperi e manifestazioni per il 5 novembre.
L’aumento dell’inflazione, compresi i prezzi più elevati di carburanti e gas, ha accresciuto la pressione sui bilanci familiari. Molti lavoratori affermano di avere difficoltà ad arrivare a fine mese e di non voler aspettare la primavera del 2027, quando una nuova squadra di governo potrebbe entrare in carica, per ottenere provvedimenti che affrontino le loro preoccupazioni.
Tra il 23 e il 27 ottobre, il ministro del Lavoro Jean-Pierre Farandou ha tenuto colloqui con i sindacati e i datori di lavoro nel tentativo di allentare la disputa. Confermando informazioni riportate da Les Echos, ha dichiarato che il governo era disposto ad anticipare dal 1º gennaio al 1º dicembre l’adeguamento automatico del salario minimo, normalmente previsto per il 1º gennaio.
Farandou ha inoltre menzionato la possibilità di un ulteriore “incremento”: un aumento discrezionale il cui importo sarebbe stabilito dal governo. Le discussioni si svolgono mentre i ministri devono affrontare richieste sempre più pressanti di interventi su salari e costo della vita, sebbene resti incerto se una misura proposta sarebbe sufficiente ad attenuare il malcontento sociale.
Fonti: Le Monde Économie.