Il settore italiano del recupero delle materie plastiche provenienti dalle attività economiche sta affrontando una crisi strutturale senza precedenti negli ultimi anni, ha avvertito l’associazione di categoria Unirima. L’organizzazione ha citato l’aumento dei costi operativi, il forte calo dei prezzi dei materiali recuperati e sbocchi commerciali sempre più limitati.

Il problema non riguarda più soltanto il valore della plastica recuperata, ma il fatto che esista ancora un mercato per questo materiale, ha dichiarato Unirima. La concorrenza dei polimeri vergini a basso costo e il calo della domanda di materiali riciclati stanno compromettendo l’equilibrio economico delle attività di recupero e rendendo il riciclo della plastica meno competitivo.

Il settore è inoltre penalizzato dalla progressiva perdita di sbocchi commerciali e dalle nuove restrizioni dell’Unione europea sulle esportazioni. Secondo l’associazione, queste misure bloccano le esportazioni di plastica verso Paesi al di fuori dell’UE, mentre non sono ancora disponibili alternative industriali in grado di assorbire i flussi precedentemente destinati all’estero.

Unirima chiede interventi sulle condizioni economiche e industriali che interessano il settore della plastica. Le sue proposte includono il sostegno alla domanda di materiali riciclati, l’incoraggiamento al loro utilizzo e la garanzia che le nuove restrizioni alle esportazioni siano accompagnate da alternative realmente disponibili.

Fonti: ANSA Economia.