L’amministratrice delegata di Orange, Christel Heydemann, ha avvertito che l’Europa dipende fortemente da operatori esterni in diversi ambiti tecnologici, sostenendo al contempo che le aziende di telecomunicazioni della regione debbano raggiungere dimensioni maggiori per investire nelle infrastrutture essenziali e negoziare con le grandi imprese digitali.
In un’intervista per «Un Monde d’avance», Heydemann ha parlato della proposta di acquisizione congiunta di SFR per 21 miliardi di euro da parte di Bouygues Telecom, Iliad (Free) e Orange. L’operazione deve ancora ricevere l’approvazione dell’Autorità francese garante della concorrenza.
Heydemann ha affermato che il settore europeo delle telecomunicazioni è più frammentato rispetto a quelli degli Stati Uniti, della Cina e dell’India, dove il consolidamento ha lasciato tre grandi operatori in ciascun mercato. Ha descritto il passaggio da quattro a tre operatori francesi come una questione inevitabile per il settore, sottolineando al contempo che le autorità di regolamentazione devono esaminare la proposta.
Ha detto che il consolidamento non dovrebbe avvenire a scapito dei consumatori, osservando che prezzi accessibili restano importanti. Allo stesso tempo, ha sostenuto che le telecomunicazioni richiedono investimenti ingenti nelle infrastrutture che costituiscono la base dell’attività economica.
Rispondendo alle preoccupazioni secondo cui l’operazione potrebbe causare un aumento dei prezzi, Heydemann ha citato la fusione di Orange con MasMovil in Spagna nel 2024. Ha affermato che le autorità di regolamentazione temevano un aumento dei prezzi e che le previsioni degli esperti indicavano un rincaro del 10%, ma che i prezzi sono scesi del 10% circa due anni e mezzo o tre anni dopo la transazione.
Fonti: Le Monde Économie.
