BPER ha registrato un utile consolidato ordinario di 2.013,6 milioni di euro nei primi nove mesi dell’anno, in aumento del 16,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. I ricavi core sono cresciuti del 3,5% a 5.378,8 milioni di euro e il consiglio di amministrazione della banca ha approvato un dividendo interinale di 0,33 euro per azione, per un totale di 694 milioni di euro.

Il margine di interesse è salito del 3,5% a 3.375,1 milioni di euro, mentre le commissioni nette sono aumentate del 3,4% a 2.003,7 milioni di euro. I proventi delle attività finanziarie sono più che raddoppiati, raggiungendo 279,5 milioni di euro. I costi operativi sono diminuiti del 2,2% a 2.422,2 milioni di euro, mentre le rettifiche di valore su crediti sono aumentate dell’1,8% a 264,2 milioni di euro.

BPER ha registrato un coefficiente Common Equity Tier 1 (CET1) del 15,1%, sostenuto da 2 miliardi di euro di generazione organica di capitale, pari a 247 punti base. L’utile per azione nel periodo di nove mesi è stato di 0,953 euro.

La banca ha rivisto le proprie previsioni per il 2026: ora si attende un coefficiente CET1 superiore al 14,5%, rispetto alla precedente stima di un livello intorno a tale soglia. Prevede inoltre che il costo del credito sarà inferiore a 35 punti base, rispetto alla stima precedente di circa 40 punti base.

L’amministratore delegato Gianni Franco Papa ha dichiarato che l’attività commerciale è rimasta positiva e ha definito solidi i risultati, nonostante la persistente incertezza macroeconomica e geopolitica. Ha inoltre sottolineato l’aumento dei depositi e i nuovi finanziamenti per oltre 20 miliardi di euro, affermando che la banca continuerà a lavorare per raggiungere gli obiettivi del proprio piano industriale.

Fonti: ANSA Economia.