L’Africa sta diventando un centro sempre più importante dell’industria mondiale del rame, poiché la forte domanda e l’espansione della produzione nella Repubblica Democratica del Congo e in Zambia attirano l’interesse degli investitori. Il rame ha raggiunto i 14.300 dollari per tonnellata il 30 ottobre, dopo essersi avvicinato ai 14.900 dollari a settembre, secondo le informazioni fornite.
Il continente detiene circa il 10% delle riserve globali stimate di rame. Ha rappresentato il 37% delle riserve scoperte a livello mondiale nell’ultimo decennio, un periodo in cui le nuove scoperte sono diminuite su scala globale, secondo i dati di S&P Global citati nel rapporto.
La Repubblica Democratica del Congo ha prodotto 3,4 milioni di tonnellate di rame nel 2025, circa il 10% in più rispetto all’anno precedente. I dati dei primi mesi del 2026 indicano un ulteriore aumento. Il Paese si è classificato alle spalle del Cile tra i principali produttori mondiali, davanti a Perù, Cina e Stati Uniti. La vicina Zambia ha prodotto 890.346 tonnellate nel 2025, l’8% in più rispetto al 2024.
Anche l’Agenzia internazionale dell’energia ha rivisto le sue previsioni per il mercato del rame. Nel suo rapporto del 2025 sui minerali critici aveva previsto un deficit di offerta del 30% nel 2035; ora l’Agenzia stima un deficit del 25%, citando i progetti in fase di avanzamento, soprattutto nella Repubblica Democratica del Congo e in Zambia.
Le prospettive in evoluzione indicano un ruolo più ampio per i produttori africani. Le aziende straniere stanno aumentando la loro attività nella Copperbelt, la regione mineraria condivisa dai due Paesi, mentre si moltiplicano gli sforzi per svilupparne il potenziale e ridurre la dipendenza dalla Cina.
Fonti: Le Monde Économie.