Lando Maria Sileoni, segretaria generale del sindacato Fabi, ha invitato il governo a fermarsi e valutare le potenziali conseguenze dell'aumento della tassazione sulle banche. Parlando delle misure fiscali delineate nel prossimo piano di bilancio, Sileoni ha sostenuto che, sebbene l'aumento delle entrate dal settore creditizio possa apparire politicamente conveniente, rappresenta una seria minaccia per il rinnovo del contratto collettivo nazionale per 260.000 lavoratori bancari, scaduto nel marzo 2026.
La leader sindacale ha sottolineato che queste misure fiscali potrebbero anche influenzare indirettamente le negoziazioni per i 28.000 dipendenti che lavorano nelle banche di credito cooperativo. Sebbene questo settore mantenga la propria autonomia, Sileoni ha notato che inevitabilmente risente degli effetti del clima generale all'interno dell'industria bancaria più ampia.
Alla luce di questi rischi, Sileoni ha formalmente richiesto al governo di riconsiderare il suo approccio attuale. La segretaria di Fabi sta esortando l'esecutivo a avviare un serio dialogo e ad aprire un confronto costruttivo con le istituzioni creditizie per affrontare queste preoccupazioni prima che minino gli accordi sul lavoro.
Fonti: ANSA Economia.