Nel 2025 Rimini ha guidato le province italiane per crescita, con un aumento del valore aggiunto del 3,92%, secondo un’analisi del Centro Studi Tagliacarne e di Unioncamere. Al secondo posto L’Aquila, con il 3,69%, e al terzo Bologna, con il 3,39%, a fronte di un aumento nazionale del 2,30% rispetto al 2024.

Milano ha mantenuto il primo posto per valore aggiunto pro capite, pari a 67.137,09 €. Tra le aree geografiche, il Nord-Ovest ha registrato 42.339,78 € per persona, quasi il doppio dei 22.875,35 € del Sud. La media nazionale è stata di 34.316,68 €.

L’agricoltura ha registrato il maggiore aumento a livello settoriale, con una crescita complessiva del 6%, e ha raggiunto la quota più alta sull’economia degli ultimi 20 anni. Ha rappresentato il 2,33% del valore aggiunto totale, rispetto al 2,26% del 2005. La crescita del settore è stata particolarmente marcata al Nord, con il 10,08%, mentre il Sud ha registrato l’1,24%. Fermo, Pesaro e Urbino e Ascoli Piceno hanno avuto i maggiori incrementi provinciali, rispettivamente del 22,27%, 20,55% e 18,90%.

L’edilizia è cresciuta del 3,43%, diventando il secondo settore per rapidità di crescita. Il Centro ha registrato l’aumento maggiore, pari al 5,03%, seguito dal Nord con il 4,6% e dal Sud con l’1,09%. L’Aquila, Teramo e Chieti hanno registrato i maggiori incrementi provinciali, rispettivamente del 13,31%, 11,92% e 11,92%.

Il presidente di Unioncamere Andrea Prete ha affermato che i dati dimostrano la resilienza del sistema produttivo italiano, ma mettono anche in evidenza le disparità regionali e i segnali di rallentamento in settori strategici come l’industria. Ha detto che la sfida consiste nel rendere la crescita più solida e diffusa, sostenendo le imprese con investimenti, innovazione e accesso a nuovi mercati.

Fonti: ANSA Economia.