I sindacati francesi e le associazioni dei datori di lavoro hanno avviato mercoledì 4 novembre le trattative sull’occupazione giovanile, tra le preoccupazioni per il lavoro precario, i bassi salari, le difficoltà abitative e le prospettive professionali incerte per i giovani. I colloqui si svolgono mentre gli studenti delle scuole superiori e universitari sono mobilitati da oltre un mese e un giorno prima di una nuova protesta sul costo della vita indetta dalle principali organizzazioni sindacali.

Nel secondo trimestre, il tasso di disoccupazione tra le persone di età compresa tra 15 e 24 anni si è attestato al 21,6%, con un aumento di 2,5 punti percentuali su base annua. Il dato era nettamente superiore al tasso dell’8,3% registrato per l’intera popolazione in età lavorativa.

Un ulteriore indicatore mostra che il 13,3% delle persone di età compresa tra 15 e 29 anni era NEET, ossia non aveva un’occupazione, non seguiva un percorso di istruzione né una formazione. Il gruppo comprende giovani disoccupati, che hanno lasciato la scuola o che sono persistentemente esclusi dal mercato del lavoro.

Nonostante i successivi governi guidati da Emmanuel Macron abbiano introdotto varie misure per affrontare il problema, la Francia continua a essere in ritardo rispetto a diversi partner europei in materia di occupazione giovanile.

Fonti: Le Monde Économie.