De Nora ha registrato ricavi pari a 628,1 milioni di euro nei primi nove mesi del 2026, in calo dello 0,5% su base annua. Il gruppo elettrochimico, specializzato in elettrolizzatori per la produzione di idrogeno verde, ha dichiarato che, a cambi costanti, i ricavi sarebbero aumentati del 2,89%. Le variazioni dei tassi di cambio tra euro, dollaro e yen hanno avuto un impatto negativo di 20,6 milioni di euro.

L’utile operativo lordo è sceso dell’1% a 123,2 milioni di euro, mentre l’utile operativo è diminuito dello 0,1%, attestandosi a 97,7 milioni di euro. L’utile netto è calato dell’11,4% a 53,5 milioni di euro. De Nora ha dichiarato che il dato include proventi e oneri non ricorrenti; escludendo tali voci e gli effetti degli investimenti contabilizzati con il metodo del patrimonio netto, l’utile netto sarebbe aumentato del 12,6% a 69,4 milioni di euro.

L’amministratore delegato Paolo Dellachà ha dichiarato che il 2026 continua a presentare un contesto macroeconomico e geopolitico particolarmente complesso. Ha citato andamenti diversi nelle varie regioni e pressioni inflazionistiche che incidono sui mercati, sostenendo alcune attività ma gravando al contempo sui costi operativi.

Dellachà ha affermato che il modello di business del gruppo rimane solido, grazie alla diversificazione geografica e dei mercati finali, alla natura strategica delle sue soluzioni e alle competenze dei suoi team. Ha aggiunto che questi punti di forza, insieme alle posizioni di leadership del gruppo, gli hanno consentito di affrontare le sfide del mercato e mantenere una buona redditività.

Fonti: ANSA Economia.