L’Egitto ha completato la più grande offerta pubblica iniziale nella storia della sua borsa, quotando il 45% di Banque du Caire e raccogliendo oltre 36,3 miliardi di lire egiziane, equivalenti a circa 650 milioni di dollari o quasi 600 milioni di euro.

Fondata nel 1952, Banque du Caire è la sesta banca del Paese per attività e uno dei maggiori e più longevi istituti di credito commerciali egiziani. La Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo ha acquisito una partecipazione del 6,9% per 100 milioni di dollari, con un investimento destinato a sostenere la digitalizzazione e la governance della banca.

La quotazione rientra nel più ampio programma egiziano di privatizzazioni e cessioni di asset, promosso dagli accordi con il Fondo monetario internazionale e dalla necessità del governo di ridurre il debito pubblico. Si prevede inoltre che a dicembre il Paese offra una partecipazione del 20% in Misr Life Insurance. L’assicuratore è la maggiore compagnia di assicurazioni sulla vita in Egitto e nell’intera regione araba ed è attualmente controllato dal fondo sovrano egiziano.

Il primo ministro Mostafa Madbouly ha aperto le contrattazioni delle azioni di Banque du Caire e ha descritto il debutto come un punto di svolta nel processo di riforma economica del Paese. Ha dichiarato che l’operazione riflette l’obiettivo del governo di aumentare la partecipazione del settore privato e ampliare la proprietà azionaria tra cittadini e istituzioni di investimento.

Omar Radwan, presidente della Borsa egiziana, ha dichiarato che la tranche riservata agli investitori retail è stata sottoscritta oltre 27 volte, con ordini di acquisto superiori a 9,28 miliardi di azioni. Anche la tranche istituzionale ha attirato una forte partecipazione da parte di investitori internazionali, inclusa una presenza significativa degli investitori del Golfo.

L’offerta ha comportato la vendita di azioni esistenti da parte di Banque Misr, la seconda banca egiziana per dimensioni. Banque du Caire non ha emesso nuove azioni per raccogliere capitale aggiuntivo.

Fonti: ANSA Economia.