Nei primi nove mesi del 2026 in Italia sono stati registrati 589 infortuni mortali sul lavoro denunciati, esclusi quelli che hanno coinvolto studenti, secondo i dati dell’Inail, l’istituto nazionale di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro. Sono 19 in più rispetto alle 570 denunce registrate nello stesso periodo del 2025. Alla fine di agosto, il totale era pari a 498.
A settembre l’Inail ha ricevuto 91 denunce di infortuni mortali sul lavoro, in media più di tre al giorno. Il tasso è salito da 2,36 decessi denunciati ogni 100.000 lavoratori nel 2025 a 2,42 nel 2026, con un aumento del 2,5%.
Nel settore delle costruzioni si sono registrati 101 decessi, rispetto ai 99 dell’anno precedente, mentre nei trasporti e nel magazzinaggio il numero è passato da 71 a 80. Sono stati segnalati aumenti anche nei servizi di supporto alle imprese, nei servizi di alloggio e ristorazione, nell’assistenza sanitaria e sociale e nella pubblica amministrazione. Nel settore manifatturiero i decessi sono scesi da 83 a 73 e nel commercio al dettaglio e all’ingrosso da 54 a 42.
A livello territoriale, i decessi denunciati sono diminuiti nell’Italia meridionale, da 139 a 135, e nel Nordest, da 128 a 124. Sono aumentati nel Nordovest, da 139 a 155; nell’Italia centrale, da 104 a 106; e nelle isole, da 60 a 69. Tra le singole regioni, gli aumenti maggiori si sono registrati in Lombardia, con 12 decessi in più, e in Sicilia, con 10 in più. Abruzzo e Umbria hanno registrato ciascuna sei decessi in meno, mentre in Puglia sono stati quattro in meno.
Fonti: ANSA Economia.