Le banche europee stanno accelerando il consolidamento nel tentativo di ridurre il divario crescente rispetto ai concorrenti statunitensi. All’inizio degli anni 2010, la maggiore banca americana valeva circa il doppio della principale banca europea. Oggi la capitalizzazione di mercato di J.P. Morgan è vicina agli 800 miliardi di euro, mentre Santander, in Spagna, è valutata poco più di 160 miliardi di euro, secondo le informazioni presentate nell’articolo di origine.

Monte dei Paschi di Siena, la banca più antica del mondo, ha rimosso uno degli ultimi ostacoli alla sua acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo il 29 ottobre. L’operazione unirebbe la seconda banca italiana a un’istituzione che opera indipendentemente da oltre cinque secoli.

Altre operazioni potenziali e già completate indicano una tendenza europea più ampia. UniCredit, il maggiore gruppo bancario italiano, dovrebbe acquisire la tedesca Commerzbank nei prossimi mesi. In Francia, BPCE ha acquistato la portoghese Novobanco il 30 aprile e ha annunciato il 6 ottobre di aver acquisito una partecipazione del 7% in Sabadell, in Spagna. Sei giorni dopo, Crédit Agricole ha acquisito la tedesca IKB.

In precedenza, le fusioni bancarie transfrontaliere avevano incontrato una forte resistenza politica. I leader nazionali spesso si opponevano a operazioni che avrebbero potuto indebolire l’identità o il controllo delle istituzioni finanziarie nazionali. La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha bloccato una proposta di accordo tra Generali e Natixis nel dicembre 2025, mentre il cancelliere tedesco Friedrich Merz inizialmente si è opposto all’iniziativa di UniCredit per Commerzbank, prima di accettarla infine.

L’ex primo ministro italiano Enrico Letta ha accolto con favore il recente cambiamento, affermando che le banche si stavano finalmente muovendo dopo anni di inattività. Il suo rapporto dell’aprile 2024 chiedeva un’unione europea del risparmio e degli investimenti, comprendente una maggiore integrazione nei settori della finanza, dell’energia e delle telecomunicazioni. Dei tre settori, quello finanziario è attualmente il più avanzato.

Fonti: Le Monde Économie.