La preoccupazione per il piano di bilancio italiano si sta estendendo dalle maggiori banche del Paese agli istituti più piccoli. Le misure dovrebbero raccogliere 5 miliardi di euro dal settore bancario attraverso un aumento dell’aliquota Ires e la riduzione delle deduzioni, ma gli istituti di credito minori sostengono che l’esenzione proposta sia rivolta a una platea troppo ristretta.
Secondo la versione certificata dalla Ragioneria generale dello Stato, l’aumento di tre punti dell’Ires non si applicherebbe alle banche con una base imponibile inferiore a 6,7 milioni di euro. La disposizione consente una deduzione fino a 200.000 euro, limitata alla differenza tra l’imposta dovuta dopo l’aumento e l’importo che sarebbe stato pagabile senza di esso.
Il governo ha presentato la misura come un modo per proteggere le banche strettamente legate alle comunità locali e particolarmente attive nel credito alle famiglie e alle piccole e medie imprese. Tuttavia, dirigenti e altre fonti presso le banche più piccole sostengono che la soglia favorirebbe soltanto gli istituti di dimensioni minime.
Il settore del credito cooperativo comprende sia istituti con una sola filiale nelle aree meno densamente popolate sia banche più grandi con reti di filiali estese. Molte Banche di Credito Cooperativo sembrano superare la soglia. Le due capogruppo che coordinano i gruppi bancari cooperativi, Iccrea e Cassa Centrale, sono ormai banche di grandi dimensioni e sarebbero pienamente interessate dagli aumenti.
Anche altri piccoli istituti, tra cui casse di risparmio e banche popolari, potrebbero essere colpiti, sebbene alcuni possano rientrare nell’esenzione. Tra gli esempi citati nel rapporto figurano Banca Valsabbina, che ha registrato un utile lordo di 74 milioni di euro, e Popolare del Frusinate, con poco meno di 30 milioni di euro.
Le banche stanno inoltre valutando l’impatto della riduzione delle deduzioni ai fini Irap, un’altra misura destinata ad aumentare il costo complessivo della Legge di Bilancio. Gli istituti appartenenti alla categoria interessata stanno calcolando le conseguenze e auspicano che il Parlamento apporti ulteriori modifiche durante l’iter legislativo.
Fonti: ANSA Economia.