Uno scandalo finanziario che scuote la Turchia dalla metà di settembre si sta estendendo ai vertici politici del Paese. Gli investigatori stanno esaminando una rete di società d’investimento sospettate di aver partecipato a un presunto schema in stile Ponzi che coinvolgerebbe oltre 16 miliardi di euro.

L’ultimo sviluppo è emerso il 27 ottobre, quando i media turchi hanno riferito che i procuratori di Istanbul avevano congelato i beni e i conti bancari di Fatih Erdogan. Era presidente del consiglio di amministrazione di Pasifik Holding, una delle decine di società che, secondo quanto riferito, gli investigatori avrebbero collegato alla presunta frode. Erdogan è sposato con Asuman Erdogan, una parlamentare del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP), al potere dal 2002.

La rivelazione è seguita alle dimissioni, alla fine di settembre, di Fatma Betül Sayan Kaya, vicepresidente dell’AKP ed ex ministra della Famiglia. Lei e il marito sono accusati di aver guadagnato 1,3 miliardi di lire, equivalenti a 23 milioni di euro, vendendo le loro posizioni in fondi d’investimento poco prima del crollo del mercato azionario del 16 settembre. L’accusa riguarda una presunta operazione di insider trading.

Anche altre figure legate al governo sono finite sotto esame, tra cui due ministri in carica che hanno negato di aver investito nei fondi presumibilmente fraudolenti. Il portavoce dell’AKP Ömer Çelik è stato analogamente preso di mira da diverse testate giornalistiche per la vicenda.

Le notizie hanno inoltre provocato azioni legali contro i giornalisti. Due sono stati arrestati il 9 ottobre, mentre altri due sono stati sottoposti a controllo giudiziario per i loro articoli sull’indagine.

Il collasso ha lasciato circa mezzo milione di risparmiatori in attesa di recuperare i propri investimenti, mentre l’inchiesta continua a portare alla luce i legami finanziari e politici all’interno dell’apparato al potere nel Paese.

Fonti: Le Monde Économie.