La Francia sta affrontando una combinazione di pressioni economiche, sociali e politiche che sta incoraggiando un ripiegamento dall’impegno internazionale, secondo Pascal Le Merrer, direttore generale delle Journées de l’économie. In un articolo pubblicato in vista dell’evento di Lione, evidenzia le perturbazioni climatiche, i cambiamenti demografici, le guerre, la crisi del multilateralismo, l’aumento della povertà e delle disuguaglianze e il relativo declino della Francia all’interno di un’Unione europea frammentata.

Le Merrer individua nel potere d’acquisto e nell’istruzione due preoccupazioni centrali del dibattito francese. Sostiene che il Paese sia diventato relativamente più povero, con un PIL pro capite inferiore alla media dell’Unione europea e a un livello comparabile a quello di Cipro tra i 27 membri del blocco.

Tra il 2015 e il 2025, la Francia ha registrato una crescita media annua dell’1,2%, rispetto al 2% della Spagna e al 3,6% della Polonia. Secondo i dati citati nell’articolo, la cifra ha raggiunto il 2,4% negli Stati Uniti. Per il 2026 si prevede una crescita dello 0,4%, accompagnata da un’inflazione del 2,3%.

In questo contesto, Le Merrer afferma che qualsiasi nuovo aumento dell’inflazione, in particolare per beni sensibili come il petrolio, può ridurre il potere d’acquisto quando la crescita economica è debole. Sostiene quindi che la Francia non possa continuare a dipendere da una crescita molto limitata trainata da consumi che stanno perdendo slancio.

Il sistema educativo è il secondo grande motivo di preoccupazione. La Francia spende meno per ogni alunno della scuola primaria rispetto alla media dei Paesi dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, mentre anche il rendimento medio degli studenti è peggiorato nell’istruzione secondaria.

L’articolo richiama le valutazioni internazionali PISA, che mostrano come la quota di studenti al di sotto della soglia minima di competenza in matematica sia aumentata dal 17% nel 2003 al 36% nel 2025. Afferma inoltre che il 14% delle persone tra i 15 e i 29 anni in Francia è NEET—né inserito nell’istruzione, né nel lavoro, né nella formazione—rispetto al 5,8% nei Paesi Bassi.

Le Journées de l’économie si svolgono a Lione dal 3 al 5 novembre, con Le Monde come partner. Le Merrer invita i candidati alle elezioni presidenziali a confrontarsi con la ricerca economica collettiva e con le proposte che essa offre per invertire il declino del Paese.

Fonti: Le Monde Économie.