Un tribunale di San Paolo ha temporaneamente vietato a Meta di usare strumenti automatizzati per raccogliere articoli, fotografie, video e altro materiale pubblicato da testate giornalistiche rappresentate da tre associazioni brasiliane di categoria. Alla società è inoltre vietato utilizzare tali contenuti per sviluppare o addestrare sistemi di intelligenza artificiale, compreso Meta AI.
La sentenza, emessa martedì 3 novembre, è arrivata in seguito a un’azione congiunta dell’Associazione nazionale dei quotidiani (ANJ), dell’Associazione brasiliana delle emittenti radiofoniche e televisive (Abert) e dell’Associazione nazionale degli editori di riviste (Aner). I gruppi avevano chiesto di sospendere le nuove condizioni commerciali di Meta, la cui entrata in vigore era prevista per il 20 novembre.
Le associazioni hanno affermato che le regole avrebbero consentito a Meta di usare programmi automatizzati per accedere ai contenuti dei siti degli editori, copiarli, archiviarli e analizzarli. Il tribunale ha sospeso le disposizioni che imponevano alle aziende che utilizzano le piattaforme di Meta di autorizzare l’uso di web scraper e altri strumenti per raccogliere, senza compenso, materiale da domini e URL collegati ai loro servizi. In base alle condizioni, il proseguimento dell’uso delle piattaforme sarebbe stato considerato un’accettazione.
Meta ha cinque giorni per rispondere alla richiesta urgente. Le associazioni hanno 30 giorni lavorativi per presentare la loro azione principale, nella quale saranno esaminati i meriti della causa. La violazione dell’ordinanza comporta una multa di 1 milione di reais al giorno, fino a un massimo di 100 milioni di reais. Il tribunale ha inoltre ordinato a Meta di mantenere attivi gli account, le pagine e gli strumenti delle testate associate, senza restrizioni né sanzioni per il rifiuto delle nuove condizioni.
Il giudice Guilherme Madeira Dezem, del 44º Tribunale civile di San Paolo, ha affermato che la sanzione rifletteva la presunta riluttanza di Meta a rispettare le sentenze emesse in altri casi. Ha inoltre stabilito che raccogliere contenuti dai siti di notizie per alimentare modelli linguistici potrebbe costituire riproduzione di opere protette dal diritto d’autore, che secondo la legge brasiliana richiede un’autorizzazione preventiva ed esplicita degli autori. Il giudice ha dichiarato che la legislazione del Paese non prevede un’eccezione che consenta l’estrazione di testi e dati per addestrare sistemi commerciali di IA.
La sentenza ha rilevato che la prima versione delle modifiche di Meta, annunciata il 16 ottobre, faceva esplicito riferimento all’addestramento dei sistemi. Sebbene la società abbia poi rimosso quella formulazione in seguito alle critiche dei gruppi di categoria, il giudice ha affermato che i meccanismi per l’estrazione di contenuti su larga scala erano rimasti in vigore.
Dezem ha inoltre affermato che le condizioni potrebbero costringere gli editori a rivendicare diritti su materiale di cui non sono gli unici titolari, come fotografie di agenzia, illustrazioni e contributi di collaboratori. Ciò potrebbe mettere le testate di fronte a un conflitto tra i requisiti contrattuali di Meta e i diritti degli autori originali.
La decisione è stata presa in via d’urgenza. Il giudice ha affermato che il danno potrebbe essere irreversibile una volta che i contenuti fossero stati utilizzati per addestrare sistemi di IA, e ha respinto l’argomento secondo cui gli editori potrebbero tutelarsi tramite il file robots.txt, che indica ai crawler web quali pagine non dovrebbero essere consultate.
Meta non è ancora stata ascoltata nel caso e dovrebbe rispondere nelle prossime settimane. La società ha dichiarato che non avrebbe rilasciato commenti. Marcelo Rech, amministratore delegato dell’ANJ, ha accolto con favore l’ingiunzione, definendola un primo passo per impedire alle piattaforme e ai modelli di IA di appropriarsi di contenuti di terzi.
Fonti: Folha Mercado.