L’industria spaziale italiana ha bisogno di alleanze internazionali più solide e di accesso alle catene globali del valore, secondo Giorgio Marsiaj, vicepresidente di Confindustria per l’aerospazio. Intervenendo agli Stati generali dell’economia dello spazio presso il Ministero degli Affari Esteri italiano, Marsiaj ha descritto la diplomazia spaziale come una forma di diplomazia industriale, misurata dalla capacità delle aziende di costruire partnership all’estero.
Confindustria si recherà negli Stati Uniti dal 6 al 15 dicembre insieme all’Agenzia italiana per il commercio estero, in coordinamento con l’Ambasciata italiana a Washington. La missione si concentrerà su quattro ecosistemi industriali: Washington e Maryland, Arizona, Indiana e Carolina del Nord. L’obiettivo è sostenere le aziende italiane che cercano di entrare nelle catene di fornitura statunitensi.
Marsiaj ha affermato che la base industriale del settore deve essere trasformata in nuove opportunità commerciali. Ha inoltre chiesto un coordinamento stabile tra istituzioni e industria, forniture sicure e norme nazionali ed europee chiare e coerenti, che non ostacolino la cooperazione o la competitività.
Secondo i dati citati da Marsiaj, l’Italia dispone di una filiera spaziale competitiva. Tra il 2021 e il 2024, il fatturato delle aziende spaziali censite è aumentato da 1,9 miliardi di euro a 3,1 miliardi di euro, mentre l’occupazione è cresciuta da circa 5.900 a quasi 9.000 lavoratori.
Fonti: ANSA Economia.