Secondo uno studio condotto dal dipartimento Stato Sociale, Politiche Fiscali e Servizi di Welfare della UIL, i lavoratori che scelgono di andare in pensione anticipatamente a 64 anni affrontano una significativa riduzione del proprio reddito pensionistico annuale. L'analisi indica che calcolare la pensione interamente secondo il sistema contributivo a questa età comporta una perdita di quasi 5.000 euro all'anno rispetto al continuare a lavorare fino al raggiungimento dell'età standard di pensionamento di 67 anni e mezzo con un metodo di calcolo misto.

I dati mostrano che un dipendente con uno stipendio lordo annuo finale di 35.000 euro che accetta il pensionamento anticipato perderebbe 4.989 euro all'anno. Nello specifico, la pensione interamente contributiva a 64 anni ammonta a 25.477 euro l'anno, mentre la pensione calcolata tramite il sistema misto a 67 anni e mezzo raggiunge i 30.466 euro. Questa discrepanza si traduce in una differenza lorda mensile di circa 384 euro su 13 rate, rappresentando una riduzione del 16,38%.

Santo Biondo, segretario generale della UIL, ha sottolineato che, sebbene la possibilità di scegliere quando terminare la propria vita lavorativa risponda a un bisogno reale, in particolare dopo lunghe carriere o in condizioni di lavoro impegnative, questa scelta deve essere accompagnata da garanzie di un trattamento pensionistico adeguato. Biondo ha avvertito che la flessibilità legata a una ricalcolazione interamente contributiva potrebbe effettivamente rimanere accessibile solo a coloro che possono permettersi un reddito inferiore rispetto a quanto accumulerebbero continuando a lavorare.

Il leader sindacale ha evidenziato che individui con bassi salari, carriere discontinue o pesanti oneri familiari potrebbero essere costretti a continuare a lavorare anche quando hanno un reale bisogno di lasciare la forza lavoro. Lo studio sottolinea i compromessi finanziari coinvolti nelle opzioni di pensionamento anticipato nell'ambito degli attuali quadri di calcolo.

Fonti: ANSA Economia.