I mercati azionari statunitensi hanno chiuso in rialzo mercoledì dopo che le elezioni di metà mandato del 3 novembre hanno consegnato una chiara vittoria ai Democratici, fornendo la certezza che gli investitori stavano cercando. Sebbene i primi indicatori di una vittoria democratica avessero inizialmente fatto scendere i mercati asiatici martedì sera, l'ottimismo è rapidamente tornato a Wall Street man mano che i risultati confermavano un significativo cambiamento nel Congresso. I principali indici hanno registrato guadagni sostanziali, con il Dow Jones Industrial Average in rialzo del 3,3%, la sua migliore performance dall'aprile 2025. L'S&P 500 è salito dell'1,60% e il Nasdaq, pesantemente orientato sulla tecnologia, ha guadagnato l'1,46%.

Due fattori principali hanno guidato questa reazione positiva del mercato. In primo luogo, il presidente Donald Trump ha prontamente riconosciuto la vasta sconfitta del suo partito martedì sera senza ambiguità. Questa immediata ammissione ha alleviato le paure di una contestazione prolungata dei risultati o di accuse infondate di frode, che avrebbero altrimenti potuto gettare i mercati nell'incertezza. In secondo luogo, l'esito elettorale viene interpretato come un rifiuto della guerra in corso in Iran e del suo impatto sui prezzi dell'energia. Il vicepresidente J.D. Vance ha esplicitamente attribuito il conflitto nel Medio Oriente alla sconfitta repubblicana mercoledì mattina, segnalando che l'amministrazione non ha più carta bianca per agire unilateralmente nella regione.

Gli investitori hanno reagito rapidamente a questi segnali politici adeguando le loro posizioni nelle materie prime. Il prezzo del petrolio greggio è crollato bruscamente a 94,62 dollari al barile, un calo dell'8,7%, allontanandosi notevolmente dai picchi vicini ai 120 dollari visti nei mesi recenti. La risposta del mercato suggerisce che il previsto stallo a Washington e la potenziale de-escalation dei conflitti esteri sono considerati fattori stabilizzanti dopo due anni di volatilità.

Fonti: Le Monde Économie.