Lunedì la Corte suprema degli Stati Uniti ha respinto la richiesta d’emergenza del Dipartimento di Giustizia di impedire temporaneamente alla California di contare le schede postali espresse da circa 20.000 elettori la cui cittadinanza era stata messa in dubbio dal dipartimento. La Corte ha emesso un breve provvedimento senza illustrarne le motivazioni né menzionare eventuali opinioni dissenzienti e, prima di pronunciarsi, non ha chiesto agli esponenti della California di rispondere.

La richiesta è arrivata poche ore prima della decisione e alla vigilia dell’Election Day. Faceva seguito a una sentenza della Corte d’appello del 9º Circuito, che aveva respinto il tentativo del DOJ di annullare una decisione di un tribunale di grado inferiore che consentiva il conteggio delle schede.

Il 15 ottobre il Dipartimento di Giustizia ha intentato una causa contro la California, chiedendo di impedire agli esponenti dello Stato di conteggiare le schede di persone che il dipartimento aveva descritto come probabilmente non cittadine, finché non fosse stato possibile verificarne la cittadinanza. La legge federale vieta ai non cittadini di votare alle elezioni federali. Il dipartimento aveva anche fornito ai funzionari della contea di Los Angeles una chiavetta USB contenente i nomi degli elettori che, secondo quanto suggeriva, potevano non essere cittadini.

Il giudice distrettuale degli Stati Uniti David Carter ha respinto la richiesta del DOJ di accantonare le schede collegate a un elenco preparato dal Dipartimento per la Sicurezza Interna. In seguito, la Corte d’appello del 9º Circuito ha confermato la decisione con una sentenza a maggioranza di 2 a 1. La maggioranza ha affermato che accogliere la richiesta del dipartimento comportava un rischio concreto di privare gli elettori del diritto di voto.

Nel ricorso presentato alla Corte Suprema, il Solicitor General D. John Sauer ha affermato che il governo aveva individuato oltre 20.000 persone che, in base a informazioni disponibili al pubblico, sembravano essere iscritte alle liste elettorali in California ma probabilmente non erano cittadini statunitensi. Ha sostenuto che era probabile che il governo prevalesse in appello e che, una volta mescolate con quelle valide, le schede contestate non potessero essere separate.

La decisione della Corte Suprema è arrivata nel contesto di altre cause legate alle elezioni che coinvolgono il DOJ. In un caso distinto in California, un giudice federale ha vietato al dipartimento di minacciare gli addetti alle elezioni con un procedimento penale se si fossero rifiutati di interrompere il trattamento delle schede o di ottemperare ad altre richieste. Durante un’udienza relativa a quel caso, un avvocato del DOJ ha riconosciuto che gli elenchi di presunti non cittadini presenti nelle liste elettorali della California avevano un elevato tasso di errore, secondo MS NOW.

Il dipartimento sta inoltre presentando appello contro il rigetto di una causa volta a impedire ai funzionari dell’Alaska di certificare immediatamente il risultato delle elezioni per il Senato degli Stati Uniti nel caso in cui il senatore repubblicano uscente Dan Sullivan perda con un margine potenzialmente riconducibile alla confusione degli elettori su un altro candidato con lo stesso nome.

Fonti: CNBC Markets.