Il Ministero del Lavoro spagnolo ha proposto di aumentare il salario minimo del 5,3% nel 2027, portandolo a 1.286 € lordi al mese, pagati in 14 mensilità, ovvero 18.004 € all’anno. La bozza, pubblicata per la consultazione pubblica, prevede un aumento di 65 € al mese rispetto all’attuale importo di 1.221 €.

La proposta supera l’aumento del 4,9% raccomandato da un gruppo di esperti, il cui scenario centrale avrebbe comportato un incremento di 60 € al mese. La raccomandazione del gruppo era collegata al tasso d’inflazione su base annua di ottobre. Il ministero non ha spiegato la differenza di quattro decimi di punto percentuale tra la propria proposta e la cifra indicata dagli esperti.

Mercoledì il Ministero del Lavoro ha consultato i sindacati e le organizzazioni dei datori di lavoro, ma non ha raggiunto un accordo con loro. L’aumento proposto è inferiore al 7% richiesto dai sindacati. Le associazioni dei datori di lavoro CEOE e Cepyme hanno sostenuto che la decisione dovrebbe essere rinviata a dopo le elezioni generali del 29 novembre, senza proporre un importo specifico.

Il periodo per presentare osservazioni nell’ambito della consultazione si concluderà il 16 novembre. Secondo quanto riportato, il governo potrebbe quindi approvare l’aumento in una riunione del Consiglio dei ministri il 17 o il 24 novembre. Il Ministero del Lavoro afferma di voler definire il nuovo importo prima delle elezioni, anziché lasciare la decisione a un governo ad interim o al suo successore.

Non si prevede che i sindacati approvino formalmente la proposta: sarebbe il primo esito di questo tipo da quando Yolanda Díaz è diventata ministra del Lavoro. I sindacati citano sia l’entità dell’aumento sia gli impegni del governo non mantenuti, compresi i cambiamenti alle regole che consentono di compensare gli aumenti salariali con gli incrementi del salario minimo. Un rafforzamento programmato delle procedure di registrazione dell’orario di lavoro potrebbe comunque arrivare in Consiglio dei ministri prima delle elezioni.

Il governo è tenuto a consultare i sindacati rappresentativi e le associazioni dei datori di lavoro, ma la legge non gli impone di raggiungere un accordo con loro. Il salario minimo viene fissato con decreto e non necessita dell’approvazione parlamentare.

La raccomandazione degli esperti mirava a mantenere il salario minimo al 60% dello stipendio medio netto, tutelandone al contempo il potere d’acquisto. Il governo ha inoltre indicato che il salario minimo resterà esente dall’imposta sul reddito delle persone fisiche anche il prossimo anno. L’aumento proposto accrescerebbe il potere d’acquisto del salario minimo, se l’inflazione non dovesse accelerare nei prossimi mesi.

Fonti: El País Economía.