A settembre, le offerte di lavoro negli Stati Uniti sono aumentate di 333.000, raggiungendo quota 7,523 milioni, mentre licenziamenti e cessazioni sono diminuiti, secondo il Job Openings and Labor Turnover Survey (JOLTS) del Dipartimento del Lavoro. I dati suggeriscono che la domanda di lavoro è rimasta solida, nonostante i modesti aumenti dell’occupazione nel mese precedente.

Ad agosto, il numero di offerte era pari a 7,190 milioni, dopo che il dato di quel mese era stato rivisto al rialzo da 7,079 milioni. Gli economisti interpellati da Reuters avevano previsto 7,100 milioni di offerte a settembre. Il tasso di offerte di lavoro è salito al 4,5% dal 4,3% di agosto.

Anche le assunzioni sono aumentate, con un incremento di 131.000 unità, fino a 5,402 milioni. Il tasso di assunzione è salito leggermente al 3,4% dal 3,3%. Licenziamenti e cessazioni sono diminuiti di 127.000 unità, arrivando a 1,641 milioni, e il relativo tasso è sceso all’1% dall’1,1%.

Gli economisti descrivono il mercato del lavoro come caratterizzato da «poche assunzioni e pochi licenziamenti»: gli utili solidi e la resilienza della domanda interna contribuiscono a mantenere i licenziamenti vicini ai minimi storici. Il rapporto rileva inoltre che la guerra in corso tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran sta rendendo i datori di lavoro cauti nell’ampliare le assunzioni. I dati JOLTS sono stati influenzati da un tasso di risposta notevolmente inferiore a quello precedente alla Pandemia di COVID-19.

Fonti: Folha Mercado.