I candidati Democratici che hanno fatto campagna elettorale promettendo di rallentare o fermare la costruzione di data center hanno vinto le elezioni per la carica di governatore in Texas, Georgia e Ohio, mettendo in discussione la rapida espansione delle infrastrutture realizzate per sostenere l’intelligenza artificiale. I risultati potrebbero mettere a rischio miliardi di dollari di investimenti pianificati.

Le vittorie sono arrivate in un contesto di crescente preoccupazione per l’elevato consumo di energia e acqua di queste strutture, nonché per gli effetti sull’inquinamento atmosferico e acustico e sulle bollette delle utenze. L’opposizione si è manifestata anche in iniziative referendarie locali, tra cui 21 proposte relative ai data center in Ohio.

In Texas, la democratica Gina Hinojosa ha sconfitto il governatore uscente Greg Abbott dopo aver promesso una sospensione immediata della costruzione di data center. Lo Stato ha attirato importanti aziende tecnologiche, tra cui OpenAI, Anthropic, Oracle, Microsoft, Google, Meta e Amazon, grazie agli incentivi fiscali e all’accesso all’energia e ai terreni.

In precedenza, Abbott aveva promosso il Texas come potenziale polo dell’IA. A settembre, tuttavia, ha ordinato all’agenzia ambientale dello Stato di sospendere temporaneamente i permessi per i nuovi data center collegati alla rete elettrica, in attesa di una verifica. Hinojosa aveva chiesto una sospensione più ampia della costruzione di nuovi data center per l’IA fino all’entrata in vigore di nuove tutele legali.

In Georgia, la democratica Keisha Lance Bottoms, ex sindaca di Atlanta, ha promesso una sospensione temporanea a livello statale dei progetti di data center. Il suo avversario, il dirigente del settore sanitario Rick Jackson, ha sostenuto che le decisioni dovrebbero spettare alle comunità locali. Secondo il gruppo di investimenti immobiliari CBRE, ad Atlanta sono in costruzione data center con una capacità complessiva di quasi 2,9 gigawatt: è il più grande polo di costruzione di questo tipo negli Stati Uniti, davanti alla Virginia settentrionale.

In Ohio, Amy Acton ha sconfitto Vivek Ramaswamy dopo aver proposto una moratoria condizionata sulle autorizzazioni per i progetti che non rispettano rigorosi standard di consumo energetico e idrico. A Trenton, gli elettori hanno approvato una misura che dovrebbe complicare i piani di Amazon per un complesso di data center, mentre avanzavano anche altre proposte locali per bloccare o limitare i progetti. A Edgewater, in Florida, il 77% contro il 23% degli elettori ha sostenuto una misura che vieta la costruzione di data center nello statuto cittadino.

I risultati riflettono un cambiamento politico più ampio: candidati di entrambi i partiti hanno preso le distanze dal sostegno del presidente Donald Trump alla rapida espansione delle infrastrutture per l’IA. A settembre, Trump ha definito una «bufala» l’opposizione ai data center e, più in generale, le preoccupazioni sulla sicurezza dell’IA. Prima delle elezioni, 26 candidati alla carica di governatore in 21 Stati avevano appoggiato una qualche forma di sospensione delle costruzioni.

Un sondaggio all’uscita dai seggi della NBC ha rilevato che il 56% degli intervistati considerava l’IA e i data center un fattore «cruciale o importante» nella decisione di votare per il Congresso. Il potere dei governatori di modificare le politiche sui data center dipende dalle leggi statali e alcuni dovranno collaborare con le assemblee legislative per attuare cambiamenti significativi. Le iniziative referendarie locali offrono agli elettori un modo diretto per manifestare la propria opposizione.

La posta in gioco per le aziende tecnologiche è considerevole. Si prevede che Amazon, Meta, Microsoft e Alphabet, società madre di Google, investiranno complessivamente fino a 740 miliardi di dollari in spese in conto capitale nel 2026. Nvidia prevede che gli investimenti globali nelle infrastrutture per l’IA raggiungeranno tra i 3.000 e i 4.000 miliardi di dollari entro il 2030.

A luglio, la governatrice di New York Kathy Hochul ha segnato un precedente, rendendo lo Stato il primo del Paese a sospendere per un anno lo sviluppo di data center con una capacità pari o superiore a 50 megawatt. Trump ha criticato la decisione definendola «terribile». Prima dei risultati elettorali, gli analisti di BMO Capital Markets avevano affermato che la competizione in Texas e le iniziative referendarie in Ohio avrebbero fornito agli investitori un’indicazione dell’orientamento degli elettori nei confronti dei data center, avvertendo che un esito negativo avrebbe potuto influire sulle valutazioni delle aziende tecnologiche.

Fonti: Folha Mercado.