La retribuzione dei dirigenti sta subendo un significativo ribasso per la prima volta dal 2010, secondo l'ultimo barometro pubblicato il 5 novembre dall'Associazione per l'Impiego dei Dirigenti (APEC). Il rapporto indica che, una volta aggiustati per l'inflazione, gli stipendi reali dei dirigenti sono diminuiti del 3,6%, portando a una notevole riduzione del potere d'acquisto.

Questo calo ha avuto un impatto diretto sul morale all'interno del settore professionale. I dirigenti colpiti da questa tendenza riportano un crescente insoddisfazione che si estende a tutta la loro vita professionale. Di conseguenza, gli aumenti salariali sono diventati la priorità assoluta per più della metà di loro, superando le preoccupazioni riguardanti l'equilibrio tra lavoro e vita privata o la ricerca di significato nel proprio lavoro.

Su scala globale, la retribuzione lorda annuale mediana dei dirigenti, inclusi sia i componenti fissi che quelli variabili, è diminuita di quasi il 2% nell'ultimo anno, raggiungendo i 54.000 euro. Annelore Coury, direttrice dell'APEC, ha notato che questa è solo la seconda volta che viene osservato un tale calo da quando il barometro è stato istituito nel 2007, con il precedente caso verificatosi nel 2010 a seguito della crisi finanziaria.

I dati evidenziano un divario in ampliamento tra la crescita dei salari e l'aumento dei costi. Mentre i prezzi al consumo sono aumentati del 3,4% nell'anno conclusosi ad ottobre secondo l'Istituto Nazionale di Statistica e Studi Economici (Insee), meno della metà dei dirigenti ha ricevuto un aumento nel 2026. Solo il 46% ha visto aumentare il proprio stipendio, una cifra che è scesa dal 53% del 2025 e dal 60% del 2024.

Fonti: Le Monde Économie.