Il Ministero brasiliano dei Porti e degli Aeroporti (Mpor) ha chiesto formalmente di rinviare l’obbligo relativo al carburante sostenibile per l’aviazione, previsto a partire da gennaio 2027, citando i ritardi del sistema di certificazione necessario a gestire il programma. La proposta è stata inviata la scorsa settimana al comitato Future Fuel, che fa capo al Ministero delle Miniere e dell’Energia (MME), secondo quanto riportato da Folha.
La proposta del ministero si basa su una valutazione dell’Agenzia nazionale per l’aviazione civile (Anac), che ha individuato questioni irrisolte riguardo alla distribuzione del carburante, alle modalità con cui le compagnie aeree documenteranno gli acquisti e al monitoraggio del rispetto degli obblighi. Mpor propone che l’obiettivo del 2027 si applichi in modo proporzionale, considerando soltanto il periodo successivo all’entrata in vigore dell’obbligo. Suggerisce che l’obbligo inizi 60 giorni dopo la consegna del sistema, senza fissare una nuova data di calendario.
Le compagnie aeree dovranno comunque monitorare e comunicare le proprie emissioni a partire dal 1º gennaio 2027. La proposta sarà valutata dal Consiglio nazionale per la politica energetica (CNPE), che può modificare temporaneamente le percentuali richieste. L’MME ha dichiarato che il comitato Future Fuel aveva raccomandato un adempimento proporzionale per il 2027, ma che la decisione spetta al consiglio.
Il Programma nazionale per il carburante sostenibile per l’aviazione, noto come ProBioQAV, è stato istituito con la legge brasiliana Future Fuel del 2024. Impone alle compagnie aeree di ridurre le emissioni di gas serra usando carburante sostenibile per l’aviazione, o SAF. La riduzione minima è dell’1% nel 2027 e nel 2028, per poi aumentare gradualmente fino al 10% nel 2037. Le cifre si riferiscono alle emissioni evitate, non all’obbligo di miscelare tale quota di SAF con tutto il carburante per aerei utilizzato.
Il sistema di gestione previsto è concepito per registrare i certificati di sostenibilità del SAF, tracciarne la vendita e verificare che venga utilizzato per raggiungere gli obiettivi. In base al modello, le compagnie aeree potrebbero acquistare un certificato collegato al SAF immesso nella catena di approvvigionamento e conteggiarlo ai fini dell’obbligo anche se i loro aeromobili operano altrove. L’approccio è pensato per evitare di trasportare SAF in ogni aeroporto servito da una compagnia aerea e impedire che lo stesso beneficio ambientale venga conteggiato più di una volta. Una volta utilizzato ai fini dell’adempimento, il certificato verrebbe ritirato dalla circolazione.
Anac ha avvertito che inizialmente il SAF potrebbe essere disponibile soltanto in un numero limitato di aeroporti, creando potenzialmente costi e obblighi diversi per le compagnie aeree concorrenti. A ottobre, ha dichiarato l’agenzia, non erano ancora stati definiti gli aeroporti, i volumi disponibili e il calendario delle forniture. Secondo quanto riportato, il mese precedente Petrobras era l’unica società ad aver annunciato pubblicamente una fornitura per il 2027.
L’agenzia ha inoltre sollevato la possibilità che le compagnie aeree modifichino le proprie reti per evitare il costo aggiuntivo del rifornimento nei luoghi in cui è disponibile il SAF. Restano dubbi sulle modalità di documentazione degli acquisti, compreso se ogni rifornimento debba richiedere una fattura o se le compagnie possano ricorrere a contratti che coprano volumi più ampi. Anac ha citato circa 800.000 partenze nazionali all’anno come indicazione del carico di lavoro che potrebbe derivare dal monitoraggio di ogni singola operazione.
Anche le previsioni sulla fornitura lasciano poco margine per eventuali interruzioni. Uno studio dell’Ufficio per la ricerca energetica (EPE) indica che nel 2027 la fornitura brasiliana proverrebbe esclusivamente dalle raffinerie Petrobras; gli impianti dedicati ad altri processi produttivi dovrebbero entrare in funzione soltanto nel 2028 o nel 2029. Un passaggio fondamentale sarebbe aumentare dal 0,5% al 2,5%, a partire da aprile 2027, il contenuto rinnovabile del carburante per aerei prodotto tramite coprocessamento nella raffineria Replan di Paulínia, nello Stato di San Paolo.
Un’analisi finanziaria dell’MME stima un costo diretto di 3,26 R$ per biglietto aereo nel 2027, pari a circa lo 0,45% della tariffa media di 723 R$ utilizzata nel calcolo.
L’Agenzia nazionale brasiliana del petrolio, del gas naturale e dei biocarburanti (ANP) ha dichiarato di aver avviato una consultazione pubblica su una bozza di risoluzione relativa alla certificazione del SAF e alle procedure per verificare le prove a sostegno necessarie al rilascio dei certificati di sostenibilità. La consultazione resterà aperta fino al 13 novembre, mentre un’udienza pubblica è prevista per il 18 novembre. L’agenzia ha affermato che definirà i requisiti del sistema informatizzato di gestione insieme al suo sviluppatore dopo l’approvazione del regolamento.
Anac ha dichiarato che le proprie competenze non comprendono la gestione del registro dei certificati, lo sviluppo del sistema o la regolamentazione delle vendite di carburante. Il suo ruolo, ha precisato, consiste nello stabilire la metodologia per monitorare e comunicare le emissioni delle compagnie aeree soggette all’obbligo, far rispettare il mandato e definire eventuali esenzioni per gli operatori che non hanno accesso al SAF negli aeroporti in cui operano.
Petrobras ha dichiarato che l’espansione della produzione di SAF fa parte della sua strategia di transizione energetica e che la sua raffineria Reduc, a Duque de Caxias, nello Stato di Rio de Janeiro, produce e vende SAF da dicembre 2025. La società ha affermato che la produzione è allineata alla domanda di mercato e che si prevede una crescita graduale del mercato. Petrobras è inoltre autorizzata a produrre SAF tramite coprocessamento a Replan, a Revap, a São José dos Campos, nello Stato di San Paolo, e a Regap, a Betim, nello Stato di Minas Gerais. Replan e Revap sono sottoposte ad audit di certificazione e dovrebbero ottenere la certificazione entro l’inizio di gennaio 2027; l’audit presso Regap è previsto per il primo trimestre del 2027.
Fonti: Folha Mercado.
