Il Tesoro nazionale del Brasile prevede che il debito pubblico lordo potrebbe salire al 91,5% del PIL entro il 2036 se il Paese non genererà avanzi. Al contrario, portare il saldo dei conti pubblici a un avanzo dello 0,5% del PIL nei prossimi 10 anni ridurrebbe il debito dall’86,3% all’81,1% del PIL, secondo le simulazioni contenute in un rapporto del Ministero delle Finanze sui rischi fiscali, pubblicato martedì dopo le elezioni.
Il Tesoro ha affermato che le proiezioni sottolineano la necessità di riforme strutturali per migliorare il contesto imprenditoriale e sostenere una crescita economica più rapida, contribuendo a ridurre il rapporto debito/PIL nel medio termine. Il rapporto ha descritto i cambiamenti strutturali alle prospettive macroeconomiche e fiscali come importanti nell’arco del suo orizzonte previsionale di 10 anni.
Il rapporto prevede che il debito lordo raggiungerà l’83,7% del PIL alla fine di quest’anno, con un aumento di 5,1 punti percentuali rispetto al 2025. Si prevede che continuerà a salire fino al 2030, quando raggiungerebbe l’89,7% del PIL, soprattutto a causa dell’impatto degli oneri per interessi. La stima è invariata rispetto alla proiezione contenuta nella bozza di bilancio per il 2027, benché nel frattempo il governo abbia adottato ulteriori misure fiscali che incidono sul bilancio.
Tra il 2026 e il 2030, si prevede che gli oneri per interessi aggiungano ogni anno 8,4 punti percentuali di PIL al debito pubblico. Secondo il Tesoro, la crescita economica dovrebbe compensarne 6 punti percentuali all’anno.
Il rapporto è stato pubblicato mentre il ministro delle Finanze Dario Durigan dichiarava che il governo federale stava preparando un aggiustamento fiscale graduale, volto a rispettare gli impegni elettorali e al contempo a migliorare i conti pubblici. Durigan ha sostenuto la necessità di limiti più stringenti alla crescita della spesa obbligatoria e ha suggerito di abbassare l’attuale tetto alla crescita reale della spesa dal 2,5% fino all’1,5%.
Il Tesoro ha inoltre segnalato la possibilità che le aziende statali in difficoltà finanziarie abbiano bisogno di un sostegno pubblico d’emergenza, aggiungendo pressione sui conti federali. La proposta di bilancio del Brasile per il 2027 include 6 miliardi di R$ per la ricapitalizzazione del servizio postale Correios, che sta affrontando una crisi finanziaria. Lo stanziamento fa seguito a un impegno assunto dal governo federale nell’ambito di un prestito da 12 miliardi di R$ che la società ha sottoscritto con cinque banche nel dicembre 2025; l’accordo richiede un conferimento minimo di capitale entro la fine del 2027.
Il rapporto ha inoltre citato il peggioramento della situazione finanziaria di Eletronuclear, legato ai costi associati al progetto Angra 3 e a ricavi tariffari insufficienti a coprire interamente il funzionamento di Angra 1 e Angra 2. Anche la società potrebbe rappresentare un rischio per le finanze pubbliche negli anni a venire.
Negli scenari più favorevoli, che combinano un miglioramento fiscale con una crescita più sostenuta e tassi d’interesse più bassi, il Tesoro prevede che il debito scenda al 71,3% del PIL. In uno scenario più avverso, caratterizzato da disavanzi prolungati, crescita debole e tassi d’interesse elevati, il debito lordo delle amministrazioni pubbliche potrebbe salire al 103,4% del PIL.
Fonti: Folha Mercado.