Il Tribunale provinciale di Guadalajara ha stabilito che chiunque accetti di badare a un cane si assume il dovere di tenerlo al sicuro e di restituirlo al proprietario. Tale responsabilità si applica anche in assenza di un contratto scritto o di un pagamento, oppure quando si tratta semplicemente di un favore.
Il caso riguarda Canicas, un bichon maltese che la proprietaria aveva lasciato a un amico mentre andava in vacanza nell’agosto 2023. Il cane è scomparso dalla proprietà in cui soggiornava e non è mai stato ritrovato. La proprietaria lo ha cercato con manifesti, sui social media e nei gruppi specializzati, prima di portare la questione in tribunale.
La proprietaria ha chiesto 6.000 €: 3.506,29 € per le spese veterinarie e di cura sostenute durante la vita del cane e 2.493,71 € per il danno emotivo causato dalla sua scomparsa. Un tribunale di grado inferiore le ha riconosciuto 1.500 €, di cui 1.000 € per il valore del cane e 500 € per il danno morale, ma ha respinto la richiesta di rimborso delle spese veterinarie.
Il tribunale d’appello ha ridotto il risarcimento a 500 €. Ha affermato che la proprietaria non aveva chiesto espressamente nel ricorso un risarcimento per il valore economico del cane, perciò il tribunale di grado inferiore non poteva riconoscerle tale somma. Il tribunale ha confermato il pagamento per il danno morale.
I giudici hanno ritenuto che le parti avessero stipulato un accordo verbale di custodia sufficientemente comprovato, nonostante il disaccordo sul fatto che la proprietaria avesse pagato 250 € per la cura del cane o che l’uomo si fosse semplicemente offerto di aiutarla. Il tribunale ha qualificato l’accordo come un deposito ai sensi del Codice civile e ha affermato che non era rilevante che il custode fosse un professionista o ricevesse un compenso.
Il tribunale ha inoltre concluso che l’uomo non aveva dimostrato di aver adottato precauzioni sufficienti. Canicas è fuggito dalla proprietà e non indossava un collare identificativo, circostanza che, secondo i giudici, ha reso più difficile ritrovarlo. Hanno stabilito che il custode non era riuscito a dimostrare di aver adottato le misure necessarie per impedire la scomparsa, né che questa fosse dovuta a un evento imprevedibile e inevitabile.
Nel confermare il risarcimento per il danno morale, il tribunale ha citato gli sforzi compiuti dalla proprietaria per ritrovare Canicas e le ricerche approfondite da lei intraprese. Nella sentenza si osserva inoltre che gli animali sono riconosciuti legalmente come esseri senzienti, rafforzando gli obblighi di protezione e sorveglianza di chi se ne assume la custodia.
Fonti: El País Economía.