L’amministratore delegato di Audi, Gernot Döllner, è sotto pressione in Germania, dove gli viene chiesto di dimettersi dopo essere apparso a un comizio elettorale di Donald Trump in Georgia per annunciare i piani della prima fabbrica della casa automobilistica negli Stati Uniti. La sua partecipazione ha suscitato le critiche di politici, sindacalisti e rappresentanti dei dipendenti, che hanno messo in discussione sia il luogo scelto sia la decisione dell’azienda di investire negli Stati Uniti.
All’evento di Perry, Döllner ha dichiarato che Audi intende costruire SUV più grandi e di fascia più alta a Macon, in Georgia. Ha descritto il progetto come un investimento a lungo termine nel mercato nordamericano. Una Q9 dorata esposta fuori dal luogo del comizio indicava che l’annuncio era stato pianificato in anticipo. In seguito, Döllner ha detto di aver accettato l’invito perché proveniva dal presidente degli Stati Uniti.
Lo stabilimento previsto dovrebbe avviare la produzione nel 2030, con un investimento di 4 miliardi di dollari da parte di Audi. L’azienda cerca una base produttiva negli Stati Uniti, poiché i dazi sulle auto importate la mettono in una posizione di svantaggio competitivo rispetto a Mercedes-Benz e BMW, entrambe presenti nel Paese con propri stabilimenti. Il Wall Street Journal ha riferito che l’amministrazione Trump aveva fatto una promessa relativa al progetto durante i recenti negoziati.
L’annuncio si è però rivelato controverso in Germania, dove la ristrutturazione di Volkswagen e il futuro della sua forza lavoro sono seguiti con attenzione. Audi prevede di cessare la produzione nel suo stabilimento di Neckarsulm entro il 2030, e Döllner ha già supervisionato la chiusura di una fabbrica in Belgio e il taglio di 7.500 posti di lavoro nella sede centrale di Audi a Ingolstadt.
Le regole interne di condotta di Audi, riviste quest’anno e firmate da Döllner, impongono la neutralità politica durante le elezioni, salvo deroghe soggette alla preventiva approvazione della dirigenza aziendale. Secondo il quotidiano economico Frankfurter Allgemeine Zeitung, i rappresentanti dei lavoratori nel consiglio di sorveglianza di Audi sono stati informati della partecipazione al comizio meno di 48 ore prima.
Daniela Cavallo, che rappresenta i lavoratori nel consiglio di sorveglianza del gruppo Volkswagen, ha detto che Döllner dovrebbe «vergognarsi profondamente» di aver preso parte a quello che ha definito uno spettacolo politico. Ha criticato le dichiarazioni di Trump all’evento e ha affermato che la dirigenza aziendale si era lasciata usare per una messinscena in contrasto con i valori aziendali.
In una lettera ai dipendenti Audi, Döllner ha riconosciuto che la sua partecipazione aveva suscitato dubbi e incomprensione. Ha spiegato come fosse nato l’invito e difeso l’investimento, sottolineando l’importanza del mercato statunitense delle auto di lusso.
Olaf Lies, presidente del Land della Bassa Sassonia e membro del consiglio di sorveglianza di Volkswagen, ha affermato che un evento elettorale non era il luogo adatto per annunciare un investimento. Anche il segretario generale di IG Metall, Christian Benner, ha definito imbarazzante la condotta di Döllner. Benner ha detto che il gruppo dovrebbe puntare su nuovi mercati, compreso il Nord America, garantendo al contempo un futuro ai lavoratori dei suoi stabilimenti tedeschi.
Il ministro dell’Ambiente Carsten Schneider ha criticato l’attenzione di Audi per i SUV di grandi dimensioni, sostenendo che l’azienda stesse puntando sui veicoli a combustibili fossili mentre gran parte del mondo si orienta verso la mobilità elettrica. Ha inoltre messo in dubbio la sostenibilità dell’investimento nel lungo periodo. Il progetto dovrebbe avviare la produzione nel 2030, quando il panorama politico degli Stati Uniti potrebbe essere cambiato.
Il consiglio di sorveglianza di Volkswagen, i cui membri hanno criticato la partecipazione di Döllner, dovrà comunque approvare la fabbrica in Georgia.
Fonti: Folha Mercado.