La Corte superiore di giustizia brasiliana (STJ) riprenderà martedì un caso relativo al calcolo di una sanzione che Citibank DTVM deve a Fusesc, un fondo pensione per dipendenti ed ex dipendenti di aziende legate allo Stato di Santa Catarina e al governo statale. La corte ha già accolto la domanda di Fusesc nel merito; la controversia ancora aperta riguarda la sanzione e il suo calcolo.
Il caso ha origine dalle perdite che Fusesc afferma di aver subito nel 2013 in un fondo di investimento in crediti gestito da Citi e legato al Banco BVA, ora liquidato. La perdita è stimata in quasi 3 milioni di R$ ai valori attuali. Fusesc sostiene che una sanzione normativa prevista da un’istruzione della Comissão de Valores Mobiliários brasiliana (CVM) dovrebbe essere applicata nella misura dello 0,5% per ogni giorno trascorso da quando la perdita avrebbe potuto essere evitata.
Citibank contesta sia la data di decorrenza sia il metodo di adeguamento. Afferma che il metodo proposto da Fusesc porterebbe l’importo a 450 milioni di R$, una cifra che la banca considera sproporzionata rispetto alla perdita originaria. Citi sostiene che il calcolo dovrebbe partire dal momento in cui Fusesc ha effettivamente subito la perdita, e non da quando questa avrebbe potuto essere evitata. Aggiunge che la sanzione non si applica a questo tipo di fondo e propone di utilizzare la tabella di adeguamento della Corte di giustizia di San Paolo, con interessi moratori mensili dell’1%, limitando però la sanzione al 20% e adeguandola al tasso Selic.
Fusesc ha presentato un proprio calcolo, stimando il risarcimento attuale in 70 milioni di R$. Negli atti depositati in tribunale ha descritto le argomentazioni di Citi come un tentativo di creare intralci procedurali. Anche la Federazione brasiliana delle banche (Febraban) ha scritto allo STJ per esprimere preoccupazione per l’entità della potenziale sanzione, avvertendo che una forte disparità potrebbe alterare il settore dei fondi di investimento e incentivare il contenzioso.
La controversia è all’esame della Terza Sezione dello STJ, dove la votazione sulla possibilità di limitare la sanzione al 20% è in parità, con due voti per parte. La giudice Daniela Teixeira, relatrice del caso, e il giudice Humberto Martins hanno votato per riaprire il giudizio e consentire l’applicazione della sanzione senza un limite. I giudici Ricardo Cueva e Nancy Andrighi hanno votato a favore del limite del 20%. Spetterà al giudice Paulo Dias de Moura Ribeiro esprimere il voto decisivo. I rappresentanti legali delle parti non hanno rilasciato commenti quando sono stati contattati.
La controversia è iniziata dopo che Fusesc, durante un’assemblea degli investitori nel dicembre 2012, aveva chiesto di riscattare le proprie quote del fondo, mentre il Banco BVA si avviava verso la liquidazione. Il riscatto avvenne soltanto nel febbraio 2013. Fusesc sostiene che il ritardo abbia causato le sue perdite e ha intentato una causa per ottenere un risarcimento. Citi ha affermato che, quando era stata convocata l’assemblea di dicembre, la liquidazione della banca non era prevedibile. Il Banco BVA fu liquidato nel giugno 2013, ma i tribunali respinsero l’argomentazione della banca e diedero ragione a Fusesc, anche stabilendo, in linea di principio, che la perdita dovesse essere adeguata a partire dal momento in cui la fondazione aveva chiesto di ritirare la propria posizione e Citi non era intervenuta.
Fonti: Folha Mercado.