Oltre 20 organizzazioni fiscali in Brasile chiedono di rinviare al 2028 l’entrata in vigore effettiva della CBS, una nuova imposta introdotta nell’ambito della riforma fiscale del Paese. In una lettera aperta, propongono di riservare il 2027 a test e adeguamenti, sostenendo che le imprese non sono ancora attrezzate per affrontare la transizione in sicurezza.
I gruppi indicano quattro principali motivi di preoccupazione: l’aliquota della CBS non è stata ancora definita, il sistema di calcolo assistito delle imposte non è pienamente operativo, le aziende hanno bisogno di più tempo per adeguare i propri sistemi interni e manca una procedura adeguata per risolvere le controversie giudiziarie relative alle nuove imposte.
La lettera afferma che, se il Senato stabilisse l’aliquota della CBS entro il 15 dicembre, le imprese potrebbero avere poco più di due settimane per valutarne l’impatto, rinegoziare i contratti, rivedere i prezzi e adeguare le operazioni prima dell’inizio del nuovo periodo, il 1° gennaio. Le organizzazioni ritengono che questo intervallo sia troppo breve, considerate le diverse condizioni dei vari settori economici e i potenziali effetti sull’effettivo carico fiscale delle aziende.
Il sistema di calcolo assistito è concepito per contribuire al calcolo della CBS e dell’IBS, l’imposta brasiliana sui beni e servizi, utilizzando informazioni sulle operazioni dei contribuenti. Le organizzazioni affermano che, senza un sistema pienamente funzionante, le aziende non possono testare e adeguare adeguatamente le proprie procedure in anticipo. Segnalano inoltre il lavoro necessario per aggiornare i software gestionali aziendali, la fatturazione, le impostazioni fiscali e i controlli su crediti e debiti, sostenendo che i ritardi nelle norme e negli strumenti del settore pubblico hanno ridotto il tempo a disposizione.
La lettera mette inoltre in guardia da possibili conflitti giuridici. Sebbene l’aumento graduale delle aliquote dell’IBS sia previsto a partire dal 2029, nel 2027 l’imposta dovrebbe essere applicata con un’aliquota dello 0,1%. Poiché IBS e CBS potrebbero riguardare questioni sovrapposte pur rientrando nelle competenze di giurisdizioni giudiziarie diverse, i gruppi affermano che i tribunali potrebbero emettere decisioni contrastanti sulla stessa operazione.
Gustavo Brigagão, presidente nazionale del Centro per lo studio degli studi legali (CESA), ha dichiarato che il numero di organizzazioni specializzate in diritto tributario che sostengono l’iniziativa riflette la gravità delle loro preoccupazioni. Ha affermato che l’appello non è un’opposizione alla riforma, ma una richiesta di attuarla in modo responsabile e con certezza giuridica. A suo avviso, il 2026 non ha svolto il ruolo previsto di anno di test, soprattutto a causa dei ritardi delle autorità pubbliche, rendendo necessario utilizzare il 2027 per test e correzioni significativi.
I firmatari affermano che il rinvio dovrebbe essere accompagnato dalle modifiche legislative necessarie per concedere alle imprese il tempo di rivedere contratti e prezzi, garantire che i sistemi di calcolo siano pienamente operativi, adeguare le strutture societarie e creare meccanismi per coordinare le controversie riguardanti IBS e CBS. Dichiarano di sostenere gli obiettivi della riforma — semplificazione, trasparenza e neutralità — ma sostengono che, senza le necessarie condizioni tecniche e giuridiche, la transizione potrebbe comportare incertezza giuridica, costi più elevati ed effetti negativi sull’attività economica.
Fonti: Folha Mercado.