Leonardo Maria Del Vecchio ha presentato una nuova proposta per ristrutturare la proprietà di Delfin, la holding familiare con sede in Lussemburgo che detiene il 34,5% di EssilorLuxottica, oltre a partecipazioni in Mps, Generali e UniCredit. Il suo piano prevederebbe l’acquisizione di cinque-sette partecipazioni del 12,5% detenute dagli azionisti della famiglia, in aggiunta alla propria quota, portando la sua posizione dal 62,5% fino all’87,5% di Delfin.

L’operazione proposta valuta ciascuna partecipazione quasi 3,7 miliardi di euro e l’intera holding circa 29,6 miliardi di euro, comprese le quote detenute da Del Vecchio e da sua madre, Nicoletta Zampillo. Citi ha messo a disposizione 22 miliardi di euro di finanziamento per l’operazione. La valutazione è sostanzialmente paragonabile ai circa 30 miliardi di euro proposti dall’industriale ceco Michal Strnad, noto in Italia per aver acquisito il 14% di Pirelli la scorsa estate.

Del Vecchio ha dichiarato che l’operazione potrebbe essere completata interamente in contanti oppure attraverso una struttura che preveda il 30% in contanti immediatamente e il restante 70% in azioni EssilorLuxottica dopo 12-14 mesi. Ha inoltre proposto un patto parasociale riguardante la strategia, le nomine nel consiglio e i dividendi, insieme a condizioni prestabilite per una possibile futura uscita.

In una lettera pubblicata da QN Quotidiano Nazionale, Del Vecchio ha descritto la proposta come la più seria da lui presentata. Ha affermato che comprendeva sia un acquisto integrale immediato sia alternative distribuite nel tempo, sostenute dalla disponibilità di un importante finanziatore internazionale. Il veicolo di acquisizione avrebbe rafforzato le regole di governance, con l’ingresso nel consiglio di due dirigenti esperti in gestione, finanza e diritto, dotati di poteri consultivi vincolanti sulle decisioni principali.

La proposta è stata presentata come una risposta all’interesse esterno per la struttura proprietaria della famiglia, in particolare all’offerta di Strnad. Del Vecchio ha invitato gli altri azionisti a incontrarsi entro il 7 novembre per discutere i dettagli. Tuttavia, quella sera quattro degli otto azionisti di Delfin hanno respinto la sua offerta. Si trattava degli stessi azionisti che in precedenza avevano rifiutato la proposta di Strnad.

Rocco Basilico, un altro figlio di Nicoletta Zampillo, aveva già respinto il precedente tentativo di Del Vecchio di acquisire la sua partecipazione del 12,5%. Paola e Luca Del Vecchio, nel frattempo, hanno chiesto a Lmdv Fin di pagare una penale di 500 milioni di euro dopo che la società non è riuscita a completare un precedente piano per acquisire le loro partecipazioni a 5 miliardi di euro ciascuna. L’operazione è crollata dopo che il consiglio di Delfin si è rifiutato di emettere la lettera di patronage richiesta.

Delfin, presieduta da Francesco Milleri con Romolo Bardin come amministratore delegato, non ha commentato la nuova proposta. Anche fonti vicine a Basilico hanno rifiutato di commentare.

Sia la proposta di Del Vecchio sia quella di Strnad utilizzano una valutazione basata sul valore patrimoniale netto di Delfin, rettificato in base ai prezzi di mercato dei suoi investimenti quotati e ridotto di uno sconto del 30%. Lmdv ha chiesto 30 giorni affinché gli azionisti accettino la sua proposta e 60 giorni di esclusiva per negoziare gli accordi. Anche il piano di Strnad prevede 30 giorni per l’accettazione e punta a completare l’operazione in circa tre mesi, sebbene dipenda da una modifica dello statuto di Delfin che richiederebbe l’approvazione dell’88% del capitale.

L’obiettivo dichiarato di Del Vecchio è mantenere la partecipazione in EssilorLuxottica all’interno della famiglia ed evitare di trasferire il controllo di Delfin a Strnad e agli investitori finanziari che intende coinvolgere.

Fonti: ANSA Economia.