Leonardo Maria Del Vecchio ha compiuto un nuovo tentativo di ridisegnare Delfin, la holding familiare che possiede il 34,5% di EssilorLuxottica, oltre a partecipazioni in Mps, Generali e UniCredit. Ha proposto di acquistare dai fratelli e da altri azionisti tra cinque e sette quote del 12,5%, a quasi 3,7 miliardi di euro ciascuna.

L’operazione sarebbe finanziata con un importo fino a 22 miliardi di euro dalla banca statunitense Citi e attribuirebbe all’intera holding con sede in Lussemburgo un valore di circa 29,6 miliardi di euro, comprese le partecipazioni detenute da Del Vecchio e da sua madre, Nicoletta Zampillo. La valutazione è sostanzialmente paragonabile ai 30 miliardi di euro proposti dall’imprenditore ceco Michal Strnad, la cui offerta è stata anch’essa respinta da quattro azionisti.

Del Vecchio, che ha 31 anni ed è il quarto figlio del fondatore di Luxottica Leonardo Del Vecchio, ha dichiarato che la proposta potrebbe prevedere un acquisto immediato in contanti oppure una struttura composta per il 30% da contanti e per il restante 70% da azioni EssilorLuxottica dopo 12-14 mesi. Ha inoltre proposto un accordo tra azionisti riguardante la strategia, la nomina del consiglio di amministrazione e i dividendi, con condizioni prestabilite per una possibile uscita.

In una lettera pubblicata da QN Quotidiano Nazionale, Del Vecchio ha descritto la proposta come la più seria mai avanzata. Ha affermato che è seguita alla disponibilità di finanziamenti da parte di una banca internazionale di primo piano e che sarebbe stata realizzata attraverso un veicolo dotato di regole di governance rafforzate, definite in uno statuto vincolante.

Ha aggiunto che due persone con una vasta esperienza manageriale, finanziaria e legale sarebbero entrate nel consiglio di amministrazione insieme a lui e avrebbero avuto poteri vincolanti sulle decisioni più importanti. Del Vecchio ha invitato gli altri azionisti a incontrarsi entro il 7 novembre, collettivamente o individualmente.

Quattro degli otto azionisti hanno respinto l’offerta nella stessa serata. Si tratta di Rocco Basilico, Paola Del Vecchio e dei più giovani Clemente e Luca Del Vecchio. Basilico aveva recentemente rifiutato la proposta di Del Vecchio di acquistare la sua quota del 12,5% e ha ribadito la propria opposizione. Delfin, presieduta da Francesco Milleri con Romolo Bardin come amministratore delegato, non ha commentato l’offerta.

L’ultima proposta segue precedenti controversie che hanno coinvolto Paola e Luca Del Vecchio. Avevano chiesto a LmdV Fin 500 milioni di euro di penali dopo che la società non era riuscita ad acquisire le loro partecipazioni per 5 miliardi di euro ciascuna. L’operazione era fallita dopo che il consiglio di amministrazione di Delfin si era rifiutato di emettere la lettera di patronage richiesta dal veicolo finanziario di Leonardo Maria Del Vecchio.

Sia l’offerta di Del Vecchio sia la proposta di Strnad utilizzano un prezzo basato sul valore patrimoniale netto di Delfin, che varia in funzione del valore di mercato dei suoi investimenti quotati, al netto di uno sconto del 30%. LmdV ha richiesto 30 giorni affinché gli azionisti accettino e 60 giorni di esclusiva per organizzare gli accordi. Anche l’offerta di Strnad prevedeva 30 giorni per l’accettazione e contemplava il completamento dell’operazione in circa tre mesi, subordinatamente a una modifica dello statuto di Delfin che richiederebbe l’approvazione dell’88% del capitale.

Del Vecchio ha affermato che il suo piano mira a mantenere la partecipazione della famiglia in EssilorLuxottica sotto il controllo familiare, anziché trasferire Delfin a Strnad e agli investitori finanziari che intende coinvolgere.

Fonti: ANSA Economia.