L’Autorità indipendente per la responsabilità fiscale (AIReF) della Spagna stima che il decreto sull’edilizia abitativa avrebbe un impatto fiscale negativo di circa 1,3 miliardi di euro all’anno nel periodo 2027–2031. Le misure, volte a migliorare l’accesso agli alloggi, saranno sottoposte a un voto di conferma presso la Deputazione permanente il 12 novembre.

La maggior parte dell’impatto previsto deriva dalle modifiche all’imposta sul reddito delle persone fisiche. L’AIReF stima che queste misure ridurrebbero le entrate di 1,095 miliardi di euro nel 2027 e di 1,275 miliardi a partire dal 2028. La voce principale è una detrazione fiscale permanente del 10% per gli inquilini con un reddito inferiore a 33.007 euro. La stima iniziale del governo ne valutava il costo potenziale a circa 820 milioni di euro, con circa 1,6 milioni di contribuenti idonei a beneficiarne.

Altre misure relative all’imposta sul reddito comprendono riduzioni, dal 70% al 100%, del reddito imponibile da locazione per i proprietari che abbassano gli affitti. Il decreto modifica anche il calcolo del reddito immobiliare imputato: quest’anno resta in vigore l’aliquota dell’1,1%, mentre dal 2027 è prevista una scala progressiva basata sul valore catastale.

L’AIReF stima che i costi finanziari associati a «Tu Casa», un nuovo programma di prestiti pubblici a interesse zero gestito dall’Istituto di credito ufficiale (ICO), aumenterebbero il deficit di circa 5 milioni di euro. I prestiti coprirebbero fino al 20% del valore di un’abitazione, con un limite massimo di 50.000 euro.

Il decreto prevede inoltre un’aliquota IVA del 10% per gli affitti turistici e un’imposta fino al 25% sugli utili non distribuiti delle società immobiliari di investimento quotate, con riduzioni legate all’offerta di alloggi a prezzi accessibili. L’AIReF prevede che queste due modifiche fiscali ridurrebbero complessivamente le entrate di 57 milioni di euro all’anno fino al 2031.

Fonti: El País Economía.