Una vittoria schiacciante dei Democratici al Congresso potrebbe mettere sotto pressione le azioni statunitensi dopo le elezioni di metà mandato, poiché gli investitori sembrano meno preparati a questo esito di quanto suggeriscano i sondaggi e i mercati di previsione. Al contrario, se i Repubblicani mantenessero il controllo di entrambe le camere, potrebbe verificarsi un rally di sollievo di breve periodo, hanno affermato gli analisti.

I sondaggi indicano che i Democratici conquisteranno la Camera, mentre la corsa al Senato è troppo incerta per fare previsioni; i mercati di previsione, invece, propendono per una vittoria schiacciante dei Democratici. Tobin Marcus di Wolfe Research ha detto che gli investitori sembrano in parte accettare questa possibilità, ma non sono posizionati in modo deciso in vista di tale esito, anche perché dubitano che i sondaggi rilevino con precisione il sostegno ai Democratici. JPMorgan stima che una vittoria schiacciante dei Democratici potrebbe sottrarre circa lo 0,5% all’S&P 500 mercoledì.

La reazione del mercato potrebbe essere diversa se i Repubblicani mantenessero il controllo. Sameer Samana del Wells Fargo Investment Institute ha affermato che gli investitori sanno come reagire a tale esito, mentre i trader di JPMorgan prevedono un potenziale rialzo fino all’1% se i Repubblicani conservassero il Senato. Anche gli strategist di Citigroup hanno descritto il mantenimento del controllo del Senato da parte dei Repubblicani, pur con una vittoria dei Democratici alla Camera, come un possibile fattore di sostegno per le azioni verso la fine dell’anno.

Storicamente, le azioni hanno tendenzialmente registrato un rialzo nell’anno successivo alle elezioni di metà mandato: dopo ogni tornata elettorale di metà mandato dai primi anni Ottanta, l’S&P 500 ha segnato un guadagno a un anno di distanza. Tuttavia, l’indice ha già registrato rialzi a doppia cifra nel 2026. Jonathan Krinsky di BTIG ha osservato che durante gli anni delle elezioni di metà mandato l’S&P 500 ha in genere subito una flessione nella seconda metà dell’anno e ha sostenuto che la forza registrata quest’anno prima del voto potrebbe rendere meno probabile il consueto rally postelettorale.

Un risultato particolarmente favorevole ai Democratici potrebbe aggiungere pressione sui titoli legati all’intelligenza artificiale, già colpiti dalle recenti turbolenze del settore. Gli analisti hanno affermato che una maggiore influenza dei Democratici nei governi statali potrebbe alimentare i timori di restrizioni sui centri dati e sulle infrastrutture tecnologiche. Gli strategist di Goldman Sachs hanno detto che un Congresso a maggioranza democratica potrebbe ridurre gli incentivi fiscali per i centri dati, sebbene ritengano improbabile una moratoria nazionale a prescindere dall’esito elettorale. Un’inaspettata sconfitta del governatore repubblicano del Texas Greg Abbott potrebbe turbare ulteriormente gli investitori, dato che lo Stato è un importante polo per i centri dati.

Anche i titoli della difesa potrebbero subire pressioni se una vittoria schiacciante dei Democratici accrescesse le aspettative di limiti alla spesa. Alex Sagal di Wells Fargo ha affermato che importanti guadagni dei Democratici potrebbero frenare la crescita della spesa reale, a meno che un accordo più ampio non aumenti i finanziamenti sia per la difesa sia per la sanità. Ha descritto le prospettive sugli utili dell’industria della difesa come stabili o moderatamente positive.

I titoli del settore sanitario potrebbero beneficiare del controllo dei Democratici, che dovrebbero concentrarsi sul ripristino dei sussidi ai premi dell’Affordable Care Act scaduti o sull’annullamento di alcune parti delle riforme di Medicaid contenute nell’One Big Beautiful Bill Act. Gli investitori stanno seguendo società ospedaliere tra cui HCA Healthcare e Tenet Healthcare, oltre agli assicuratori UnitedHealth e Centene.

Le banche e altre società finanziarie potrebbero trovarsi nuovamente ad affrontare l’incertezza se i Democratici proponessero un tetto ai tassi d’interesse delle carte di credito. Il settore è stato il peggiore dell’S&P 500 all’inizio del 2026, dopo che il presidente Donald Trump aveva chiesto un tetto del 10%, anche se in seguito ha recuperato parte del terreno perduto. Matthew Aks di Evercore ISI ha affermato che i timori legati al costo della vita potrebbero spingere i Democratici a prendere di mira i settori che gravano sui bilanci delle famiglie, tra cui potenzialmente le società di carte di credito.

I prezzi dell’energia rappresentano un’altra possibile fonte di volatilità per i mercati. Una nuova escalation del conflitto con l’Iran potrebbe far salire il petrolio e sostenere i titoli energetici, ostacolando al contempo le speranze di un consueto rally di fine anno. A ottobre il greggio è salito di oltre il 10%, prima di cedere gran parte dei guadagni lunedì. Evercore ISI ha affermato che l’S&P 500 potrebbe scendere di una percentuale a doppia cifra, fino a 6.800 punti, se il petrolio schizzasse al rialzo in seguito a un’escalation statunitense in Iran prima dell’insediamento del nuovo Congresso a gennaio e a una vittoria dei Democratici.

Fonti: CNBC Markets.