Un rapporto di EsadeEcPol propone una garanzia pubblica per gli affitti che aiuti gli inquilini sottoposti a rigorose verifiche finanziarie quando cercano una casa in affitto. L’economista Ángel Martínez sostiene che rendere disponibile la garanzia prima della firma del contratto potrebbe aiutare i candidati con meno risorse a competere per un’abitazione, proteggendo al contempo i proprietari dal mancato pagamento dell’affitto.

La proposta si ispira al programma francese Visale, nell’ambito del quale lo Stato garantisce gli inquilini idonei e risarcisce i proprietari per gli arretrati dell’affitto, fino a un limite di 36 mesi, nonché per le relative spese legali. L’amministrazione cerca poi di recuperare il debito dall’inquilino. Martínez afferma che ciò trasferirebbe al settore pubblico il rischio che attualmente influenza la scelta degli inquilini da parte dei proprietari, senza ridurre le tutele per chi ha già un contratto.

Una differenza fondamentale rispetto all’attuale programma di garanzia del governo spagnolo riguarda il momento in cui il sostegno sarebbe disponibile. La proposta di Martínez consentirebbe agli inquilini di presentare la garanzia durante le trattative. Il programma governativo, introdotto con un decreto reale nel gennaio dell’anno precedente, è pensato per risarcire i proprietari dopo il mancato pagamento e copre anche i danni all’immobile e le utenze non pagate.

Il rapporto renderebbe la garanzia disponibile a tutte le persone di età compresa tra 18 e 30 anni, che studino o lavorino, e alle persone con più di 30 anni il cui reddito non superi 1,1 volte il salario minimo, pari a circa 16.600 € lordi all’anno. L’attuale programma governativo è rivolto alle persone sotto i 35 anni e ai gruppi vulnerabili.

La garanzia proposta prevedrebbe inoltre limiti ai canoni: circa 620 € al mese nei comuni con meno di 100.000 residenti, 710 € nei comuni più grandi, 1.090 € a Madrid e 1.140 € a Barcellona. Il canone non potrebbe superare la metà del reddito netto dell’inquilino, ma gli studenti sarebbero esentati da questa condizione perché spesso non hanno un reddito proprio.

Martínez stima che quasi 12,9 milioni di persone potrebbero soddisfare i requisiti di idoneità se decidessero di trasferirsi in una casa in affitto, sulla base dei dati del Panel de Hogares del 2023. Il rapporto stima che siano circa 519.000 le persone che ogni anno soddisfano i requisiti e si trasferiscono. Distingue questo bacino di potenziali richiedenti dal numero di garanzie che verrebbero effettivamente emesse, ipotizzando che il programma si espanda gradualmente a un ritmo simile a quello di Visale.

In base a questo scenario, nel primo anno il programma coprirebbe circa il 4,8% dei nuovi affitti tra i potenziali beneficiari, emettendo all’incirca 29.000 garanzie. Entro il quinto anno, la copertura annuale raggiungerebbe circa 146.000 contratti. Nei primi cinque anni verrebbero emesse circa 440.000 garanzie. La stima presuppone un tasso di arretrati simile a quello di Visale, dove circa il 6,5% dei contratti accumula debiti nell’arco di tre anni.

Il rapporto stima che la garanzia coprirebbe gli affitti non pagati per circa 540 nuclei familiari nel primo anno e circa 4.000 nel quinto, ovvero circa 11.300 famiglie nell’arco dei primi cinque anni. Gli arretrati medi ammonterebbero a circa 2.550 € per nucleo familiare, somma che il programma verserebbe ai proprietari nell’arco di poche settimane, prima di chiederne il rimborso agli inquilini.

Tenendo conto delle somme recuperate in seguito, il costo netto per le finanze pubbliche è stimato in circa 50 milioni di euro nell’arco di cinque anni, entro una forbice compresa tra 45 e 60 milioni di euro. La spesa annuale salirebbe da circa 2,8 milioni di euro nel primo anno a 17,5 milioni nel quinto. Più della metà dei costi deriverebbe dagli arretrati degli affitti e dalle spese legali coperte dalla garanzia; la parte restante sarebbe destinata all’amministrazione.

Fonti: El País Economía.